La terza tappa del #meseboreale ci porta in Svezia! Questa volta la recensione è incentrata su Tutto quello che non ricordo, di Jonas Hassen Khemiri.

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Jonas Hassen Khemiri (1978)

Breve Biografia

Jonas Hassen Khemiri nasce a Stoccolma il 27 Dicembre 1978 da madre svedese e padre tunisino. Nonostante infanzia e giovinezza siano trascorse in uno dei quartieri centrali della capitale e la prestigiosa formazione scolastica ed accademica, Khemiri subisce in prima persona l’ostilità e l’intolleranza della società nei confronti della sua origine. Il suo primo romanzo, Ett öga rött (“un occhio rosso”)  uscito nel 2003 e diventato subito un best-seller, verte proprio sui temi dell’integrazione e dell’identità. Nel 2006 pubblica il suo secondo romanzo, Una tigre molto speciale, (Montecore) (Guanda, 2009), con tema principale il razzismo celato nella società multietnica. Lo stesso anno segna il debutto di Khemiri a teatro: i suoi spettacoli vengono rappresentati in tutto il mondo, Italia compresa. In questi anni la scrittura di Khemiri si concentra sulle opere teatrali e le raccolte di racconti, oltre agli articoli scritti per i quotidiani svedesi. La narrazione di Khemiri riguarda principalmente i già citati temi del razzismo, dell’immigrazione e delle difficoltà per le diverse etnie nel convivere all’interno della stessa società, ma non solo: le sue trame cercano sempre di esplorare a fondo la realtà, evitando di soffermarsi sulla facciata o al titolo sensazionalista di un giornale. L’obiettivo finale delle sue opere potrebbe essere individuato in questo messaggio: è tutto più complicato di quello che sembra, perciò non lasciamoci influenzare dall’istinto di puntare il dito, dalla voglia di trovare un unico colpevole, un nemico comune. Nel 2015 lo scrittore pubblica il romanzo Allt jag inte minns, ovvero Tutto quello che non ricordo, che nel 2016 gli vale la vittoria del premio August. Il libro è pubblicato in Italia da Iperborea nel 2017 (traduzione di Alessandro Bassini), e nello stesso anno il romanzo entra nella cinquina finalista del premio Strega Europeo.

Trama & Temi

La struttura di Tutto quello che non ricordo è costruita su varie testimonianze: sono le voci di coloro che hanno conosciuto Samuel, il protagonista della storia. Samuel viene ricordato come un personaggio particolare: è smemorato, ma al tempo stesso si prende nota di tutte le esperienze che compie, come se avesse il terrore di dimenticarsele – o di essere dimenticato. La sua morte, avvenuta con lo schianto della sua macchina contro un albero, è misteriosa: non si riesce a capire se si tratti di un incidente o di suicidio.
Entrano quindi in scena, a turno come i personaggi di un’opera teatrale, le persone vicine a Samuel, con il compito di ricostruirne la vita e l’ultimo giorno: troviamo gli amici, i parenti, gli amori, ognuno però con un diverso ricordo del personaggio scomparso. Ad alternarsi a queste divergenti versioni troviamo uno scrittore, colui che in prima persona racconta il suo ricordo di Samuel e lo contrappone alle voci degli altri personaggi, cercando anche di capire quanto vi sia di vero nella narrazione che sta costruendo e, dove possibile, di smentire eventuali falsità. Ma già dalle prime pagine è possibile intuire quanto questa sia una ricerca insensata della verità universale, giacché le varie reminiscenze sono tra di loro incompatibili nel formare un’unica narrazione.

Anche in questo libro si ripresentano le tematiche menzionate in biografia: troviamo delle analisi sulla società contemporanea che ci riguardano da vicino, come il razzismo e il tema dell’immigrazione, che attraverso le testimonianze dei personaggi-chiave pongono il lettore di fronte a un’immagine della Svezia lontana da quella che siamo soliti attribuirle. Un altro tema forte è quello del tempo, e del conseguente bisogno umano di lasciare un ricordo, un’impronta indelebile del nostro passaggio sulla Terra. E l’interrogativo più spontaneo che nasce dopo aver letto Tutto quello che non ricordo può essere questo: vale davvero la pena di accanirsi come Samuel a lasciare un ricordo, se poi la realtà è vissuta in maniera soggettiva e la gente ricorderà una propria e personale versione di quello che siamo stati?

 

Altri articoli del #MESEBOREALE? Li trovate qui
Scheda libro sul sito Iperborea: http://iperborea.com/titolo/450/
Scheda libro di Una tigre molto speciale (Montecore) sul sito Guanda