Eccoci arrivati alla seconda tappa del #meseboreale. Questa volta ci spostiamo in Islanda, e la recensione di oggi riguarda il libro Luce d’Estate. Ed è subito notte di Jón Kalman Stefánsson.

Breve Biografia

Jón Kalman Stefánsson | Finnmark internasjonale ...
Jón Kalman Stefánsson

Jón Kalman Stefánsson nasce nel 1963 a Reykjavík, capitale d’Islanda. Trascorre la giovinezza nella regione occidentale dell’isola, svolgendo diversi lavori, prima di ritornare nel 1986 nella capitale. Negli anni Novanta, dopo un breve periodo come professore di letteratura in alcuni istituti superiori, Stefánsson si trasferisce in Danimarca, fino al 1995. In questo periodo inizia anche a scrivere articoli per una testata islandese. Tornato in patria, lavora per pochi anni come bibliotecario, fino al 2000, anno in cui decide di dedicarsi completamente alla scrittura.
La sua produzione letteraria inizia con tre raccolte di poesie, pubblicate rispettivamente nel 1988, 1989 e 1993. Questa prima fase è molto importante, perché la poesia influirà pesantemente anche nelle opere di narrativa dello scrittore, unendole con un filo rosso inconfondibile.
Il primo romanzo è del 1996, il primo volume di una trilogia che si chiuderà nel 1999, ancora inedita in Italia. Questa scelta di dividere l’opera in più volumi si ripeterà anche nelle opere degli anni Duemila e Duemiladieci, testimone di quanto le riflessioni dell’autore non si fermino ad un singolo tema o personaggio, ma siano capaci di spaziare tra il tempo e il paesaggio circostante, collegati alla memoria di un individuo, di una comunità, di un’isola intera.
Nel 2001 e nel 2003 seguono altre due opere, anche queste ancora inedite, dal taglio biografico, aspetto presente anche nell’opera che analizzo in questo articolo: Sumarljós, og svo kemur nóttin.
Luce d’estate, ed è subito notte esce in Islanda nel 2005, e conquista subito un enorme successo rispetto ai precedenti libri dell’autore. L’opera viene insignita del Premio Letterario Islandese di quell’anno, e lo stile di Stefánsson guadagna risalto, complice la miscela perfetta dei sentimenti di questo romanzo/racconto corale, con protagonisti gli abitanti di un piccolo villaggio dei Fiordi Occidentali Islandesi.
Il libro viene pubblicato in Italia da Iperborea nel 2013, e la traduzione dall’islandese viene affidata (così come con le altre opere di Stefánsson) all’impeccabile Silvia Cosimini.
È sempre Iperborea a pubblicare le successive opere dell’autore: segue una trilogia, amatissima in Italia, composta da Paradiso e Inferno (2007, ed. it. 2011); La tristezza degli angeli (2009, ed. it. 2012) e Il cuore dell’uomo (2011, ed. it. 2014). Il primo volume di questa saga viene considerato come uno dei migliori romanzi islandesi degli ultimi anni. Successivamente viene pubblicata un’altra saga, questa volta racchiusa in due volumi del 2013 e 2015: I pesci non hanno gambe e Grande come l’universo, che Iperborea pubblica rispettivamente nel 2015 e 2016.
Il più recente libro di Jón Kalman Stefánsson è uscito in Islanda nel 2017, e sarà pubblicato in Italia questo autunno: il romanzo s’intitolerà Storia di Ásta.

Trama

Come anticipato nella biografia, la trama si svolge in un piccolo villaggio dei Fiordi Occidentali: piccoli edifici, nessun punto d’interesse, ma fin dall’inizio notiamo dei piccoli particolari fuori dalla norma, come ad esempio la mancanza di una chiesa e di un cimitero. Nonostante la storia sia ambientata nella contemporaneità, il tempo sembra essersi fermato nel paese. Ed è quindi possibile fermarsi a contemplare, a riflettere su tematiche profonde:

Siamo più o meno in mezzo al distretto, circondati a nord, sud ed est dalla campagna e dal mare a ovest. È bello guardare il fiordo, anche se praticamente non dà pesce e non l’ha mai dato. […] Forse sei dell’idea che non sia sano pensare alla morte, che demoralizzi la gente, la riempia di disperazione, che faccia male al sistema circolatorio, ma noi crediamo invece che si debba essere letteralmente morti per non pensare alla morte. Hai mai riflettuto, del resto, su quante cose siano affidate al caso, su come tutto lo sia? Può essere un pensiero maledettamente sgradevole, di rado si trova nel caso un barlume di senso e la nostra vita è dunque poco più di un errare senza meta, questa vita che a volte sembra poter andare per ogni dove e poi s’interrompe in mezzo a una frase – forse è proprio per questo che vogliamo raccontarti la storia del nostro paese, e delle campagne intorno.

La voce narrante in corsivo è quella del popolo intero, e l’utilizzo della prima persona plurare denota il grande senso di comunità che pervade il paese. Le parti in corsivo si posizionano tra un capitolo e l’altro del libro: i singoli capitoli, invece, si focalizzano sulle vicende dei singoli personaggi, ognuno con una storia personale da raccontare, ma allo stesso tempo collegata da un filo comune a quella degli altri personaggi. Troviamo il direttore di un maglificio che, dopo un sogno fatto in latino, decide di spendere tutto il suo patrimonio in prime edizioni di libri antichi, per studiare la lingua e l’astronomia. La postina del paese, che da sempre apre di nascosto la posta di tutti per sbirciare le loro vite, si sente terribilmente frustrata quando non riesce a capire in che lingua siano scritti i libri da consegnare al direttore.
E queste sono solo due delle storie che figurano in Luce d’estate: l’aspetto che sicuramente colpisce di più del libro è quanto in questo microcosmo apparentemente insignificante si celi una moltitudine di voci e di storie appassionanti, dove ognuno prende parte e completando, così, la narrazione collettiva.
Lo stile poetico e introspettivo di Stefánsson naviga magistralmente tra i sentimenti dell’animo umano, esplorandone il rapporto con il mondo circostante e interrogandosi sulle grandi domande che noi tutti ci poniamo durante il corso della nostra vita.

 

Si chiude qui la seconda tappa di questo #meseboreale, spero che l’articolo vi sia piaciuto. Vi lascio qui sotto dei link utili nel caso voleste approfondire:

I libri di Jón Kalman Stefánsson: http://iperborea.com/autore/9715/
Il primo numero di The Passenger, dedicato all’Islanda: https://thepassenger.iperborea.com/
Atlante leggendario delle strade d’Islanda