Questo mese ho deciso di dedicarmi ad una serie di letture delle graphic novel edite Bao Publishing, casa editrice milanese fondata nel 2009 da Michele Foschini e Caterina Marietti. La Bao vanta un catalogo di tutto rispetto, annoverandovi artisti italiani ed internazionali, tra i quali cito, ad esempio, Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Brian K. Vaughan e Fiona Staples, Alessandro Baronciani, Stefano Turconi e Teresa Radice, Daniel Cuello ed Emil Ferris. Un’eccellente progetto editoriale, che riesce a regalarci libri dai formati sempre diversi, riuscendo ad adattarsi alla diversità di tavole, colori e stili degli autori dei romanzi grafici pubblicati.

Ecco i libri Bao Publishing letti questo mese!

Aiuto!, di Isaak Friedl e Yi Yang

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Pubblicato nel 2016, Aiuto! è una graphic novel scarna di dialoghi, compensati però dalla potenza delle immagini raffigurate, che comunicano il cruciale messaggio dell’opera. La scena iniziale si apre con una brutale doppia uccisione: uno scoiattolo si aggira in un bosco, fino a trovarsi di fronte ai cadaveri di un cacciatore e di un’orsa. Vicino al corpo dell’animale si trova suo figlio, ora rimasto orfano. La morte del cacciatore aziona il moto distruttivo e vendicativo degli altri cacciatori, che iniziano barbariamente a crivellare qualsiasi animale del bosco gli si pari dinnanzi. A queste creature, pur di sopravvivere, non resta che la più disperata delle alternative: reagire.
Di quest’opera ho particolarmente apprezzato la cruda rappresentazione delle immagini, che non lascia spazio alla pietà (anche perché gli uomini rappresentati in questa storia non ne hanno). Nel 2017 è inoltre uscito Aiuto! Fratelli, il sequel di questo libro, che da quanto ho sentito non perde lo smalto della prima opera.

Va Tutto Bene, di Alberto Madrigal

vatuttobenemadrigalSullo sfondo della metropoli di Berlino, un gruppo di amici insegue un disperato sogno di affermazione. Tra i membri del gruppo, Sara è la più creativa, e nuove idee continuano a passarle per la testa, idee che potrebbero realizzarsi nel futuro, ma che nel frattempo vengono smontate dagli amici o finiscono per crollare in autonomia. Pubblicato nel 2015, Va tutto bene è un romanzo grafico che parla ad una generazione che, nonostante la crisi (del lavoro e dei valori) è ancora disposta a mettersi in gioco. Nonostante le basi promettenti, questa graphic novel lascia dell’amaro in bocca a causa della piattezza della trama, del mancato sviluppo dei personaggi e del finale solo abbozzato. Ho invece apprezzato il tratto e i colori delle tavole di Madrigal: sicuramente recupererò qualche altra sua opera.

Gli anni che restano, di Brian Freschi e Davide Aurilia

gli anni che restanoLa prima graphic novel di Brian Freschi e Davide Aurilia ripercorre a ritroso la vita di Mauro, che all’inizio della storia viene messo a conoscenza della morte dell’amico di vecchia data Antonio. I due non si vedevano da tempo, si erano lasciati in cattivi rapporti, ma nonostante questo Mauro, appena ricevuta la notizia, decide di partire per Bologna per assistere al funerale. Mentre inizia il suo viaggio e ritrova vecchi amici, nella storia vengono integrati episodi della sua gioventù: dall’infanzia milanese alle proteste degli anni Settanta a Bologna, passando per l’università, gli amori di gioventù e l’invasione dell’eroina. Il duo Freschi-Aurilia tesse una trama dai tratti cinematografici capace di incuriosire ed appassionare il lettore fin dalle prime pagine. È un’opera prima che convince per la capacità di sviluppare i personaggi, per il tratto del disegno e per i colori utilizzati. Lo consiglio fortemente.

Pillole Blu, di Frederik Peeters

pillolebluAltro libro che consiglio vivamente di leggere è Pillole Blu di Frederik Peeters. La prima edizione risale al 2001, ma nel 2015 Bao Publishing ne ha pubblicato una versione ampliata e riveduta dall’autore, con traduzione di Michele Foschini. Questa graphic novel è un racconto autobiografico della storia d’amore dell’autore con Cati, una donna sieropositiva. La convivenza con l’HIV, il non poter vivere pienamente l’amore, il senso di colpa dell’avere trasmesso il virus anche al figlio: tutte queste problematiche attanagliano Cati e complicano il rapporto con Frederik, che dal canto suo è spaventato da questa malattia, considerato che all’inizio la sua conoscenza in materia è approssimativa.
Ho particolarmente apprezzato la sincerità con cui l’autore ha rappresentato la sua vita in Pillole Blu, senza bisogno di nascondere la preoccupazione e le insicurezze che ciò che non si conosce può scatenare; nonostante questo, il libro rimane un’opera piena di positività e di speranza.