Come sprofondare nell’oblio, e poi uscirne. Zerocalcare (Michele Rech, 1983) ancora una volta colpisce i nostri animi con la profondità dei temi trattati nelle sue opere. Questa volta il colpo è doppio, perché la trama è spalamata su due libri: Macerie Prime (14 Novembre 2017) e Macerie Prime. Sei mesi dopo (7 Maggio 2018), entrambi editi Bao Publishing.

La trama di Macerie Prime parte da un avvenimento importante: il matrimonio dell’amico Cinghiale, che si scopre essere prossimo al diventare padre. Inoltre, alla cerimonia troviamo molti dei personaggi dei precedenti lavori del fumettista di Rebibbia: ci sono Secco, Giulia Cometti e Sarah (già visti in opere come La Profezia dell’armadillo, Un polpo alla gola e Dimentica il mio nome), poi troviamo anche Deprecabile e Katja, altri amici di Zero. Come si scopre dalle prime pagine, la festa per il matrimonio è solo un pretesto per qualcosa di più insidioso, e per il personaggio di Zerocalcare si manifesta l’ennesimo accollo: gli viene chiesto, infatti, di unirsi al gruppo per la stesura di un progetto, volto a vincere un bando di concorso. Se da un lato il bando non ha grande importanza per Calcare, è altresì vero che una vittoria aiuterebbe tantissimo i suoi amici, che riversano in uno stato di precarietà.

Macerie prime sei mesi dopo

Nel frattempo, in quello che sembra essere un desolato mondo parallelo, un bambino e un anziano signore vagano per paesaggi desertici. Al bambino vengono impartite lezioni sull’umanità, ora gremita in un’unica comunità che risiede in un luogo rudimentale, chiamato Il posto dove vivono tutti. Questo luogo sembra assumere l’aspetto che avrebbe il nostro mondo dopo una grave serie di catastrofi naturali: un posto arretrato, ridotto (come suggerisce il gioco di parole del titolo) in Macerie Prime, dove tutto scarseggia, sia al livello pratico che a quello umano. Al bambino viene inoltre spiegato che nelle oscurità di questa terra vive una creatura malvagia, che servendosi di demoni al proprio servizio mira a distruggere l’ultimo barlume di speranza, quell’ultimo filo di equilibrio rimasto al genere umano. Questa apocalisse può essere realizzata risvegliando una mostruosa bestia, capace di scatenare caos e distruzione totale.

Per far sì che ciò avvenga, la creatura necessita di pezzi di animo umano (in questo caso il simbolismo è lampante: si tratta di frammenti figurati, “estraibili” dall’anima delle persone, rappresentati da figure geometriche elementari, così come essenziali dovrebbero essere le caratteristiche che ci rendono umani). L’antagonista perciò crea un ponte tra i due mondi per perseguire il proprio scopo. Verso la fine del primo volume vediamo come alcuni dei pezzi vengano facilmente raccolti tramite i “demoni” del mondo parallelo. Anche qui si gioca molto sulle metafore: a seconda dell’avvenimento spiacevole nel mondo reale, il pezzo può essere recuperato nel mondo delle Macerie Prime. Per esempio: quando Zerocalcare non riesce più ad assorbire tutti gli impegni e le aspettative del gruppo e di conseguenza riversa tutta la frustrazione repressa sugli amici, si materializza all’improvviso un demone che metaforicamente estrae il pezzo dell’anima del personaggio.

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Nella variant per le librerie Feltrinelli di Sei Mesi Dopo, l’immagine di copertina mostra i demoni delle paure e delle insicurezze umane.

Contemporaneamente, l’armadillo onnipresente delle storie di Zerocalcare viene allontanato, rinchiuso negli abissi della mente, per lasciare spazio ad panda egocentrico e menefreghista. In altre parole: quando respingiamo gli altri e chiudiamo porte in faccia a tutti, la nostra componente umana perde dei pezzi. Questo succede a tutta la compagnia, che passa sei mesi senza incontrarsi. Quali possono essere gli effetti collaterali di questa divisione? Una buona parte del secondo libro è dedicata all’esplorazione di queste conseguenze: ciascun individuo appare più solo e, nonostante la maschera di menefreghismo e freddezza, più fragile, e quindi potenziale vittima dei demoni che alludono alle paure ed insicurezze che attanagliano l’animo umano (insicurezza, equilibrio precario, ansia, inquietudine, ecc.).
Arrivato a questo punto il lettore si pone una domanda fondamentale: la risoluzione di questo problema è possibile? La storia di Macerie Prime fornisce una risposta, anche se il responso ha più il sapore di un monito.

Chissà se sono più le cose che guadagni o quelle che perdi, quando impari a campare.

— Macerie Prime. Sei mesi dopo

Come anticipato in apertura, Zerocalcare si riafferma come uno dei maggiori autori italiani di graphic novel del panorama contemporaneo. L’autore ha dichiarato al Salone del Libro di Torino che questa è stata la sua opera più difficile scritta finora. Il perché è presto intuibile: in questo libro troviamo una complessa interazione tra i molti personaggi che compongono la trama, ma allo stesso tempo molto spazio è dedicato alla singola introspezione di ognuno di essi. La difficoltà nel creare quest’opera è direttamente proporzionale alla sua qualità: ne è uscito un capolavoro.