Sunset-LImited-Einaudi-2010

SCHEDA LIBRO

Titolo: Sunset Limited (titolo originale The Sunset Limited)
Autore: Cormac McCarthy (1933)
Editore: Einaudi (collana ET Scrittori)
Traduzione dall’inglese di Martina Testa
Anno: 2008 (prima ed. USA 2006)
Pagine: 120 pp.
Prezzo: 8,50 €


Sunset Limited. Romanzo in forma drammatica è un testo scritto dall’autore statunitense Cormac McCarthy e pubblicato nel 2006. Vista la particolare impostazione del testo, che appare sottoforma di testo teatrale, dal romanzo è stata tratta una pièce, rappresentata anche in Italia. Inoltre, nel 2011 il testo è stato adattato per un omonimo film per la televisione, con Samuel L. Jackson e Tommy Lee Jones.

SPOILER ALERT: La parte di ANALISIdi questo articolo contiene degli spoiler sulla parte finale del libro. Pertanto, se non avete letto il libro, vi consiglio di leggere solo la parte relativa alla trama.

TRAMA

Nonostante la breve durata (il libro conta meno di 120 pagine), Sunset Limited propone tematiche profonde, esistenziali, e perché no, perfino angoscianti. Eppure lo schema sembrerebbe semplice: la storia si svolge a New York, all’interno di una stanza con un tavolo. Seduti, uno di fronte all’altro, troviamo i due protagonisti della storia: il “Bianco” e il “Nero”. Sopra al tavolo ci sono una Bibbia e un giornale. Fin dalle prime battute il Bianco si dimostra diffidente nei riguardi del Nero. Dai suoi dialoghi traspare una certa avversione per l’uomo che ha di fronte:

BIANCO: “E comunque, chi è sempre pronto a occuparsi dei perfetti sconosciuti molto spesso non si occupa delle persone di cui dovrebbe occuparsi. Per come la vedo io. Se uno si limita a fare ciò che dovrebbe, non diventa un eroe.”

Ben presto scopriamo il motivo dell’irritazione del Bianco: poche ore prima dell’inizio della storia, egli aveva tentato il suicidio cercando di gettarsi sopra i binari dove sarebbe passato il Sunset Limited, un treno passeggeri. Tuttavia, il tempestivo intervento del Nero ha sventato il tentativo del Bianco, che ora si ritrova, suo malgrado, sopravvisuto. L’essere ancora in vita non intriga particolarmente il Bianco, anzi: più volte nella storia egli cercherà di alzarsi dal tavolo, con la scusa di volersene “tornare a casa”, quando in realtà vorrebbe solamente tornare alla stazione dei treni per compiere l’atto estremo. Il Nero, capendo immediatamente le reali intenzioni del suo interlocutore, continua a chiedergli di fermarsi ancora un po’, offrendogli un pasto, proseguendo la loro conversazione.

Con l’avanzare del dialogo si delineano alcune caratteristiche salienti dei due personaggi: il Bianco è un professore di mezza età ed il suo registro di comunicazione è alto, formale, distaccato; il Nero invece è un ex-carcerato e si pone con un registro colloquiale, trattando il professore come fosse un amico di vecchia data. Un ulteriore grado di separazione tra questi personaggi, probabilmente quello fondamentale, riguarda il loro orientamento religioso: il Bianco è ateo, mentre il Nero è cristiano. Quest’ultimo finisce inevitabilmente per menzionare la Bibbia presente sul tavolo e di come Dio consideri il suicidio inaccettabile, e quasi immediatamente il Bianco asserisce di non credere nell’esistenza di Dio. Il dibattito assume ora un nuovo peso, già “nell’aria”: non si parla esclusivamente del suicidio, ma anche di quali siano le cause che conducano una persona a prenderlo in considerazione. L’impossibilità di provare l’esistenza di un Essere Superiore misericordioso e della Vita Oltre la Morte è una di queste cause. E questo botta-e-risposta su fede, vita e morte si protrarrà fino alla fine del romanzo, in uno scontro verbale tra le visioni del mondo dei due personaggi.

ANALISI

Come già anticipato, la storia di Sunset Limited presenta un forte contrasto tra le visioni religiose dei due protagonisti: il mondo del Bianco è oscuro, caratterizzato da una forte corrente nichilista, misantropica e naturalmente priva di Dio. Non è da escludere che la sua formazione abbia in qualche modo contribuito a elaborare la disillusione che lo pervade: egli stesso, ad un certo punto del romanzo, arriverà ad affermare che qualsiasi persona, con la giusta dose di studio, potrebbe realizzare l’inesistenza di Dio. Questo aspetto, unito ad una forte depressione, lo porta a vedere il suicidio come una via di fuga congeniale. La morte rappresenta per il Bianco la fine di tutto, con la speranza che non vi sia una vita nell’aldilà, poiché il “dover ricominciare tutto daccapo” e il “rivedere le persone già incontrate” lo inorridirebbe oltre ogni concezione.
Il Nero, d’altro canto, basa la propria filosofia di vita sulle esperienze personali, racconta “storie di galera”, luogo dove ha quasi perso la vita a seguito di una rissa, e da quando la sua vita è stata salvata “grazie a Dio” ha deciso di condurre un’esistenza giusta, cercando di seguire i dettami della fede cristiana. La sua missione, in questo caso, potrebbe essere individuata nel ritrovare la pecorella smarrita (citando la parabola raccontata nei Vangeli di Luca, Matteo e in quello apocrifo di Tommaso), cioè il professore, e ricondurlo sulla retta via:

NERO: “Credere non è come non credere. Uno che crede alla fine arriva alla fonte della fede e non deve più cercare altro. Non c’è un altro. Ma chi non crede ha un problema. Si è messo in testa di sviscerare il mondo, ma ogni volta che becca una cosa falsa ce ne trova sotto altre due da spiegare. Se Dio dopo aver creato il mondo si è messo pure a girarci in mezzo, allora quando uno si alza la mattina può mettere i piedi per terra senza preoccuparsi di capire da dove è venuta quella terra. Ma se non è così, allora tocca trovare tutta un’altra spiegazione di cosa uno vuol dire quando dice realtà. E tocca giudicare tutto quanto sotto quella luce. Sempre che poi sia una luce. Pure te stesso. Quella domanda lì vale per tutti. E allora che ne dici, professore? Tu esisti davvero?”

La vita del Nero, che comprende una fiducia cieca nella fede, risulta la più semplice e realizzabile tra le due. Tuttavia, alla fine della storia, il Bianco ribadisce la sua volontà di togliersi la vita, questa volta con una maggiore convinzione rispetto all’inizio del romanzo, lasciando il Nero talmente spiazzato. Quando il Bianco esce dalla sua casa, il Nero rimane da solo: prova a parlare con Dio, con voce insicura, chiedendogli perché non sia stato capace di dargli le parole per convincere il Bianco. Ma l’assenza di una risposta non fa altro che alimentare i suoi dubbi.
Dunque, chi ha avuto ragione alla fine? Sono tanti gli interrogativi che Sunset Limited fa emergere durante la lettura, grazie al forte contrasto degli ideali del Bianco e del Nero. A seconda del proprio pensiero, il lettore potrebbe propendere per una o per l’altra mentalità, oppure evitare di vedere il mondo in bianco e nero e optare quindi per una visione meno estremista.

Mi era già capitato di leggere dei romanzi di Cormac McCarthy in passato (Non è un paese per vecchi e La Strada), ma Sunset Limited diventa di diritto il mio preferito, per la profondità di alcuni passaggi e per la quantità di temi nascosti tra le righe. È un libro scritto con grande maestria, di sicuro uno dei migliori letti quest’anno.