Nel guscio - Ian McEwan Libro - Libraccio.it


SCHEDA LIBRO

Titolo: Nel Guscio (titolo originale Nutshell)
Autore: Ian McEwan (1948)
Editore: Einaudi (collana Supercoralli)
Traduzione dall’inglese a cura di Susanna Basso
Pagine: 194 pp.
Anno: 2017 (prima edizione inglese 2016)
Prezzo: 17,00 €


Nel guscio, il più recente romanzo di Ian McEwan, pubblicato l’anno scorso da Einaudi, si rivela fin dalle prime pagine una lettura senz’altro insolita: la voce narrante, infatti, appartiene ad un feto, racchiuso per l’appunto «nel guscio» della madre, Trudy, quando ormai mancano meno di due settimane al momento dell’effettiva nascita.
Il ritmo della storia è scandito da brevi capitoli, che ad ogni conclusione aggiungono un piccolo tassello per completare la trama: scopriamo, attraverso l’udito del nascituro, che Trudy si è separata dal marito John ed ha instaurato una relazione (quasi prettamente di carattere sessuale) con il cognato Claude. John è un appassionato di poesia: poeta a sua volta, ha fondato una casa editrice sull’orlo del fallimento, e si trova sul lastrico. Dall’altra parte Claude è un ricco agente immobiliare, una persona maleducata, arrogante e naturalmente invisa al narratore, ancor più se si pensa all’estrema mancanza di rispetto nei confronti del fratello. La faccenda assume tinte spettrali quando Trudy e Claude, intenzionati a prendersi la proprietà della casa su Hamilton Terrace ereditata da John, escogitano un piano per ucciderlo e accaparrarsi così la dimora.

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Ian McEwan a São Paulo nel 2016

 

Il parallelo con l’Amleto di Shakespeare, già favorito da una citazione in apertura del romanzo, salta sicuramente all’occhio arrivati a questo punto della trama: così come il Principe di Danimarca, il nascituro/narratore di Nel Guscio si trova al centro di un complotto da parte della madre e dello zio. Il romanzo di McEwan è, per certi versi, una rappresentazione in chiave moderna della tragedia shakespeariana. La variazione sul tema risiede nel punto di vista: il feto, presente e tuttavia impotente di fronte all’assassinio del padre, è già al corrente dell’omicidio ancora prima di incontrarne lo spirito. Ulteriori similitudini tra Amleto e Nel Guscio si possono ritrovare nell’arma del delitto, nel monologo dell’«essere o non essere» e nel costante flusso di pensieri che assillano il bambino. Sebbene debba ancora nascere, la voce narrante di questa storia è estremamente dotta, e il linguaggio con cui sviluppa le proprie riflessioni risulta erudito, proprietà che difficilmente si associerebbero a un neonato. Il merito di tanta sapienza è da attribuire, anche solo in parte, a Trudy, la quale preferisce ascoltare programmi radiofonici di natura culturale piuttosto che quelli musicali. Il narratore è quindi capace di arrovellarsi il cervello su questioni contemporanee, come ad esempio l’odierna crisi dei migranti, così come meditare su sentimenti più profondi e umani, quali la vendetta e la giustizia (e su chi dovrebbe esercitarla, con un ragionamento sul Leviatano di Hobbes), l’amore e l’odio, la morte e la vita, grazie ai podcast ascoltati dalla madre.

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Eugène Delacroix, Amleto e Orazio al cimitero, 1839, olio su tela, Parigi, Musée du Louvre

Composto con uno stile sublime (e tradotto in maniera eccelsa da Susanna Basso), Nel Guscio si è rivelato una conferma della grandezza di McEwan come scrittore, mettendomi voglia di recuperarne i romanzi che ancora non ho letto.