The Nix, romanzo d’esordio dello scrittore Statunitense Nathan Hill, è un romanzo del 2016, pubblicato negli USA da Knopf. In Italia il libro è stato pubblicato da Rizzoli nel 2017, con la traduzione di Alberto Cristofori.

Copertina dell’edizione USA e UK

 

La trama, in breve

(Tenendo comunque conto che la versione italiana del libro conta 768 pagine, di seguito verranno mostrate le scene iniziali, senza spoiler)
Il romanzo si apre in un parco, a Chicago, con l’aggressione ai danni del Senatore repubblicano Packer da parte di una donna, la quale si arma di alcuni sassi raccolti da terra e li scaglia sul politico, insultandolo. In poco tempo la notizia fa il giro del Paese, diventa “virale”: assistiamo alla frenetica creazione di titoli sensazionalisti da parte dei notiziari, mentre i giornalisti cercano sommariamente delle informazioni sulla donna in questione. In pochissimo tempo l’etichetta da applicare è pronta: la Packer Attacker. Su tutti i media si accende il dibattito tra coloro che si schierano dalla parte della donna e quelli che invece difendono il politico. Nel frattempo, Samuel Andresen-Anderson, professore universitario di letteratura con la passione per Elfscape (un gioco online), si trova nel bel mezzo di uno spiacevole ricevimento con una studentessa fannullona ma astuta (la ragazza finge infatti di soffrire di un disturbo dell’apprendimento), che minaccia di fargli perdere il posto se non le verrà tolta l’insufficienza. I problemi di Samuel non si fermano a questo: la telefonata di un avvocato gli rivela che la Packer Attacker è in realtà sua madre, Faye, che Samuel non vede da quando lei se n’è andata di casa, di fatto sparendo, nel 1988. La richiesta dell’avvocato è semplice: gli si chiede di scrivere una lettera al giudice per cercare di ammorbidire la condanna.
Ma le sorprese non finiscono qui: Samuel riceve una chiamata dal rappresentante di una casa editrice, per la quale doveva scrivere un fantomatico romanzo che non ha mai visto la luce. Hanno intenzione di fargli causa per non aver rispettato il contratto. A questo punto, Samuel propone un’altra soluzione: scriverà un libro su sua madre, la Packer Attacker, l’argomento più richiesto dal mercato al momento. Per l’editore l’accordo si può fare, ma Samuel è veramente così determinato a demolire pubblicamente sua madre e a negarle l’aiuto che lei ha richiesto?

Stile poliedrico: qual è la verità?

Nelle dieci parti che compongono il romanzo, molti capitoli usano uno schema POV (point-of-view) per sviluppare la trama dai punti di vista di svariati personaggi in differenti momenti storici: troviamo, per esempio, Samuel alle prese con i sopraccitati problemi nel 2011, ma lo ritroviamo anche nel 1988, da bambino, nei mesi che precedono l’abbandono della madre; ci si presenta anche un parallelo tra la Faye del 2011 e quella del 1968, quando frequenta il college a Chicago e vive le famose manifestazioni colme di violenza durante la Convention dei Democratici di quell’anno, avvenuta pochi mesi dopo gli omicidi di Martin Luther King e di Robert Kennedy; sono inoltre presenti capitoli che riguardano personaggi secondari (ad esempio Laura Pottsdam, la studentessa del college che vuole far licenziare Samuel, o Pwnage, un uomo che incarna tutti gli effetti collaterali dell’accanimento ossessivo-compulsivo ai videogames; o ancora il padre di Faye, emigrato dalla Norvegia, dove le vecchie leggende lo volevano perseguitato da un Nix, una specie di spirito domestico che tormenta coloro che gli mancano di rispetto) che in qualche modo collidono con la trama principale del romanzo, che si concentra sul rapporto madre-figlio tra Faye e Samuel e sulle loro vite individuali. Questo scavare a fondo nella psicologia di molteplici personaggi, aspetto tipico della letteratura post-moderna, rende la struttura della trama poliedrica al punto da sbiadire il concetto comune di verità, dal momento che ci viene mostrata la realtà dal punto di vista di ogni personaggio. Si può naturalmente parteggiare per uno o più personaggi, tenendo tuttavia conto dei difetti che ognuno di essi presenta, data l’imperfezione della natura e dei comportamenti umani.
Non è finita qui: i cambi di registro narrativo appaiono continui all’interno della trama, passando dall’indicativo presente al passato remoto a seconda della parte che si sta leggendo. Inoltre, si apprezzano diverse tecniche narrative (stream of consciousness, lunghe parti di capitolo caratterizzate da soli dialoghi diretti, divisione della trama in micro-capitoli solo per citarne alcune) che ricordano la variopinta tradizione del grande romanzo americano e dei suoi autori (spuntano inevitabili i rimandi a nomi da capogiro come Jonathan Franzen, Thomas Pynchon, David Foster Wallace e tanti altri).

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Conclusione: un libro da non perdere

La trama avvincente e ben elaborata, lo stile maturo e brillante, la scena americana odierna (e per esteso, quella del mondo occidentale) raffigurata con maestria, rendono The Nix un libro da leggere avidamente. Personalmente lo trovo uno dei migliori romanzi che abbia mai letto, soprattutto grazie alla moltitudine di tecniche narrative impiegate e alla sagacia della trama stessa, che tocca moltissime tematiche attuali e spinge il lettore a porsi interrogativi profondi, lo intrattiene con momenti alternativamente esilaranti e struggenti, riesce ad arrivare all’anima di chi legge, più volte, e questo aspetto lo rende così importante. Perché un romanzo in grado di emozionare è un aspetto che non va mai sottovalutato, e questo libro in particolare, almeno secondo il mio parere, di emozioni è capace di regalarne tante.

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