È di recente pubblicazione un nuovo ed interessante saggio targato Minimum Fax: La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento, scritto da Leonardo Bianchi (1986). Il volume è il quarantaseiesimo della collana di saggistica Indi, e ha come tema principale (come senz’altro suggerisce il titolo) il gentismo, ovvero la delicata arte della condiscendenza politica verso le richieste di quell’insieme eterogeneo di persone che comunemente chiamiamo gente.

Il saggio, contenente 9 capitoli divisi in 3 parti (ai quali si sommano l’Introduzione e l’Epilogo), analizza il fenomeno del gentismo attraverso vari episodi accaduti nell’ultimo decennio, focalizzandosi anche sull’evoluzione della “gente indignata”, che in poco tempo ha preso una deriva incontrollata e si ritrova nell’incapacità di creare discussioni anche solo lontanamente costruttive. Il lettore si ritrova così catapultato dinanzi a una carrellata di fatti di cronaca: dal movimento dei “Forconi” ai vari tentativi di ribellione contro la Casta (o ancora meglio Kasta), dalle proteste contro i migranti al caso Stacchio, passando per le oscene manifestazioni contro le unioni civili e “l’ideologia gender” e senza dimenticare le varie teorie dei complotti (scie kimike e Big Pharma, nessuno escluso).

I social media incarnano lo scenario perfetto per gli sfoghi dell’isteria collettiva: chiunque possieda Facebook avrà visto, almeno una volta, girare post e/o immagini (solitamente orribili fotomontaggi o memes saturi di disinformazione) indirizzati contro il nemico comune di turno, sia esso un partito politico, un’etnia, un determinato gruppo di persone, ecc. Di solito questi post si distinguono per contenuti fortemente razzisti, xenofobi, sessisti ed estremisti (giusto per citare qualche aggettivo), capaci tuttavia di generare un flusso consistente di condivisioni e commenti e quindi anche di rafforzare teorie sbagliate (si veda la Post-Verità) che riescono a penetrare l’esasperazione della gente.

Abbiamo parlato di chi condivide il contenuto, ma non di chi lo crea. Sui social ormai si testimonia la genesi di fake news ogni giorno, che finiscono per rimbalzare anche su pagine con numeri considerevoli di seguaci per far scaturire, ancora una volta, “l’indignazione”. Alla base del problema c’è che spesso queste notizie sono create ad hoc per il lettore medio: sono cioè studiate a tavolino per generare clic e quindi introiti. Le conseguenze negative di questo aspetto si palesano facilmente davanti ai nostri occhi: strumentalizzazione con secondi fini da parte dei partiti, nascita di video e pagine di opinionisti qualunquisti, ulteriore esasperazione, diminuzione della qualità della stampa (cartacea e digitale), che rincorre il clickbaiting delle pagine gentiste, hashtag insulsi e tanto altro ancora.

In conclusione, quindi, La Gente si rivela essere un’analisi esaustiva della burrascosa, complessa e contorta situazione in cui versa una fetta della popolazione italiana. È quindi una lettura consigliata anche per cercare di fare ordine degli eventi accaduti nel caos di questi ultimi anni, e per cercare di trovare il filo logico che li collega.

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