Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati: letteratura del Nord Europa. Questa volta vi parlo di Monte Carlo, romanzo pubblicato nel 2016 da Iperborea, opera dello scrittore belga Peter Terrin (1968).

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Credit: FormulaPassion.it

Principato di Monaco, 1968. Sul circuito cittadino di Monte Carlo sta per svolgersi l’attesissimo Gran Premio. Jack Preston, assunto recentemente come meccanico dalla Lotus, sta coprendo con del nastro adesivo i loghi pubblicitari della monoposto, giudicati ‘controversi’ dalla Federazione (la Lotus fu infatti la prima monoposto ad avere uno sponsor). La griglia di partenza è affollata: sull’asfalto rovente si aggirano piloti, meccanici, giornalisti. Dalle gradinate e dalle tribune che s’avvicinano al Principe, le persone allungano il collo, cercano qualcuno con lo sguardo, e alla fine quel qualcuno arriva: Deedee, la stella del cinema francese, illumina la già solare giornata di Monte Carlo. Jack, come molti altri, ne rimane abbagliato. Per pochi istanti s’illude persino che lei stia camminando verso di lui, prima di accorgersi che gli occhi dell’attrice sono rivolti al Principe e che Deedee sta attraversando la pista per arrivare alla tribuna d’onore. Ed è proprio quando la diva lo ha appena superato che accade il fattaccio: una fuga di benzina fa esplodere una delle vetture, scatenando l’inferno sulla griglia. Jack Preston, con un guizzo, riesce a fare da scudo a Deedee e a salvarla, mentre il fuoco lo inghiotte.

Qualche mese dopo l’accaduto, Jack viene dimesso dall’ospedale: la sua riabilitazione è conclusa, tuttavia le ustioni riportate hanno lasciato un segno indelebile sul suo corpo. La schiena e la testa conserveranno delle cicatrici permanenti. Al giovane non resta che tornarsene al paesino di provincia inglese dove vive con la moglie, mentre la sua mente continua ad aspettare che qualcuno lo ringrazi per il suo atto eroico. Nell’intimo, spera che Deedee in persona venga a elogiarlo per averle salvato la vita. Purtroppo, però, le cose non vanno come previsto: la copertura mediatica riservata all’incendio di Monte Carlo si sposta interamente sulla figura della superstar, sul suo stato di salute e sul becero gossip. Jack non viene nemmeno menzionato, e ciò aumenta la già aleggiante diffidenza dei conoscenti nei suoi confronti. E le stroncature non si fermano qui: poco dopo il suo rientro a casa, la Lotus lo licenzia. Jack si ritrova così a confrontarsi con un mondo indifferente e ingiusto, dove continuerà morbosamente a questionarsi sul perché Deedee non l’abbia ringraziato. È un eroe, eppure la storia non si ricorderà di lui. La donna che ha salvato dalle fiamme si è rivelata un’ingrata, lo ha lasciato in un dimenticatoio senza speranze di uscita.

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Jim Clark su una Lotus 49. Il pilota, due volte campione del mondo in Formula 1, morì il 7 aprile 1968 durante la gara dell’Hockenheimring, in Germania.

Da questo punto di partenza si sviluppa la trama di Monte Carlo, una storia struggente scritta con una prosa delicata (ed squisitamente tradotta da Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo), capace di toccare i punti sensibili dell’animo umano. Il senso di frustrazione provato da Jack si trasmette al lettore, facendolo immedesimare ed empatizzare per le disgrazie, le delusioni e le occasioni mancate del giovane meccanico-eroe. Un moderno Don Chisciotte dei motori, se vogliamo cercare paragoni letterari importanti.

Questo libro è quindi caldamente consigliato a tutti, specialmente se siete interessati alla storia della Formula 1 e all’ampia gamma di emozioni che l’essere umano è capace di provare.

Scheda libro

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