In questa seconda tappa del #meseboreale restiamo in Svezia, e parliamo di una delle opere più famose dello scrittore Björn Larsson: La vera storia del pirata Long John Silver, romanzo del 1995, pubblicato in Italia da Iperborea nel 1998.

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Björn Larsson

Larsson (1954) è un autore molto amato in Italia: il libro di cui parliamo, in particolare, è arrivato ad oggi alla ventunesima edizione. Scrittore, traduttore, filologo e docente di letteratura francese, in questo libro Larsson si è cimentato in una delle imprese più titaniche della scrittura, cioè rielaborare la storia raccontata da un altro autore. In questo caso la sfida è doppia, e lo si può evincere dal titolo in copertina: raccontare la vera storia di uno dei più noti personaggi della letteratura moderna e d’avventura, il pirata Long John Silver.

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Long John Silver nell’illustrazione di Wyeth, 1911

Il personaggio ideato da Stevenson non è nuovo alla transmedialità: le trasposizioni cinematografiche sono molteplici, così come gli sceneggiati televisivi, i film d’animazione e le Serie TV (tra le ultime trasposizioni ricordiamo ad esempio la serie Black Sails). Ma tutte queste rivisitazioni sono riuscite a presentarci l’antagonista de L’Isola del Tesoro? Per il libro di Larsson, la risposta è assolutamente sì.

La strategia adottata dall’autore è quella – solamente all’apparenza – più semplice: lascia a John Silver la possibilità di raccontare la propria storia, dal principio alla “fine”, in una via di mezzo tra la confessione e l’autobiografia. La parola fine è stata messa tra virgolette per un motivo ben preciso: Jim Hawkins, protagonista del romanzo di Stevenson, non ci dava una conclusione certa della storia di Silver. Quest’ultimo, come a risposta di una provocazione, riappare con la stessa potenza di un fantasma dalla sua nuova dimora: è ancora vivo, si trova in Madagascar con quello che è riuscito ad arraffare del tesoro del capitano Flint. E ha intenzione di fornire la sua versione dei fatti, con l’ostinata sfrontatezza di chi vuole sempre avere l’ultima parola.
Prima di arrivare al 1742 (anno in cui Long John Silver scrive queste sue memorie) bisogna però tornare indietro di quasi mezzo secolo, all’inizio della storia, quella che Stevenson aveva solamente tratteggiato. Molti enigmi verranno risolti, come ad esempio il servizio di Silver nella Marina Reale di Sua Maestà, la sua “conversione” alla pirateria, l’episodio che lo porterà a perdere la gamba. Sono solo alcuni avvenimenti di questo romanzo denso di eventi e di personaggi. I personaggi sono a mio avviso la perla di quest’opera: oltre a quelli inventati da Björn Larsson, ritroviamo i protagonisti del libro di R.L. Stevenson, come il già citato Hawkins, Trelawney, il famigerato capitano Flint, ma anche persone realmente vissute come lo scrittore Daniel Defoe, che in questo libro si serve di Silver come consulente per la scrittura della Storia della Pirateria. I personaggi sono tutti mescolati in una perfetta chimica che rende il romanzo un continuo susseguirsi di eventi, che invogliano il lettore ad andare avanti, al porsi il famoso “e poi?”, come dovrebbe fare un romanzo d’avventura canonico.

Daniel Defoe

Ma Larsson non si è limitato a creare un prequel/midquel/sequel della storia di Stevenson, ed è qui che risiede gran parte del valore dell’opera. Il Long John Silver di Larsson è molto riflessivo nel ripercorrere la propria storia: i pensieri profondi che lo contraddistinguono in quasi ogni situazione narrata ci mostrano il lato umano del leggendario personaggio, e i suoi sentimenti vengono elaborati con la profondità di un romanzo psicologico, probabilmente anacronistico ma estremamente efficace in questo contesto. Inoltre, lo scrittore svedese correda le avventure del pirata con considerazioni su come appariva il mondo nell’epoca d’oro della pirateria. Vengono analizzati temi come il contrabbando, le regole della pirateria, le condizioni disumane degli schiavi e dei marinai, le efferatezze compiute dai pirati e tanto altro ancora, a testimonianza delle lunghe ricerche che l’autore ha compiuto prima di scrivere il romanzo.

La vera storia del pirata Long John Silver è un’opera di ampio respiro e pregna di contenuti. È una storia di sofferenza, di rivincita, ma soprattutto del bisogno e della ricerca di libertà di un uomo dannato: in questo libro il ruolo dell’antagonista per eccellenza potrebbe incredibilmente rivelare qualche lato che ancora non conoscevamo, e presentarci John Silver sotto una luce completamente diversa. La sentenza finale spetta, come quasi sempre accade, al lettore.

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