Già il titolo andrebbe cambiato, se proprio volessimo restare in tema. Non so voi, ma io quando sarò vecchio dirò ai miei nipoti (?) che, quando ero giovane, il mondo utilizzava da poco tempo i social network e la gente veniva spontaneamente lobotomizzata a intermittenza, durante varie parti del giorno. Andrò a mano libera nelle seguenti righe: non prendetemi troppo sul serio, questo è solo un tentativo di dimostrare quanto l’avvento dei social network abbia influenzato il linguaggio – e, di conseguenza, il modo di interagire, forse perfino di pensare – di una buona parte delle persone. Proviamo, per comodità, a considerare un’ipotetica intervista all’utilizzatore medio dei social:

D.

– Sì, ovvio che uso i social network.

D.

– Principalmente Facebook, ma anche Twitter. Poi per le foto ho Instagram e Snapchat, mentre per la messaggistica Whatsapp.

D.

– No, sinceramente non lo sapevo. Cioè, quindi se scrivo alla mia ragazza che deve comprarmi un paio di scarpe nuove perché quelle che ho adesso me le ha mangiate il suo cane, in teoria, ovviamente, se poi apro Facebook mi trovo in primo piano la pagina dell’Adidas o della Nike? E su Instagram mi trovo solo foto di cani con #lovepuppies?

D.

– Guardi, non lo sapevo, mi ha aperto un mondo. Ah no, forse avevo già letto qualcosa perché su Facebook avevo visto un link che rimandava a un blog, che era sponsorizzato da X ma che comunque diceva qualcosa sulla privacy e sulla tutela dei dati che però sinceramente ora non mi ricordo…

D.

– Ah, questa è facile. Mi piace andare sulle pagine, taggare i miei amici, skyparli, è fantastico perché ci possiamo vedere quando vogliamo senza uscire di casa. Poi la cosa migliore, su Facebook, sono le GIF. Il creatore di quel sito è un genio.

D.

– Non lo sapevo. Alla fine non è poi così importante sapere chi ha creato una cosa, ma chi la sa utilizzare meglio, no? Guardi, si avvicini. Guardi che divertimento. Oh, questa immagine va forte: “Buongiornissimo, Kaffèèèèèèèè?”. Esilarante, vero? Oppure qui ci sono gli stickers con i cani che fanno le cose che di solito fanno gli umani ma se lo fanno loro è molto più divertente. E se invece voglio temi un po’ più scorretti, un po’ più spinti, un po’ più giovani, mi basta andare su queste pagine. Pensi, qui per esempio ogni trentamila like le ragazze che seguono la pagina le escono!

D.

– Significa che mandano foto delle loro tette e dei loro culi in chat agli admin della pagina, e quelli poi pubblicano queste foto garantendo l’anonimato. Ai maschietti che seguono la pagina questo piace molto.

D.

– Non saprei, la sua domanda è molto difficile e io sono poco studiato, citando il cavallo di battaglia di un’altra pagina. Se le ragazze mandano queste foto, secondo me vuol dire che sotto sotto a loro piace essere notate per i loro corpi seminudi. Non mi può parlare di strumentalizzazione del corpo della donna se sono loro, in primis, che mandano foto da nude in chat a gente che non hanno mai visto. Se questo le espone al rischio di essere discriminate, la mia risposta è che loro abbiano accettato il rischio nel momento che hanno inviato quelle foto. Guardi, guardi, hanno postato una nuova pic.

D.

– Credo che nessuno, tantomeno lei, abbia il diritto di farmi una domanda del genere. La mia opinione conta quanto la sua, si limiti a rispettarla e basta, no? E poi ognuno fa quello che vuole. Ognuno è libero di dire ciò che vuole, se lo ricordi.

D.

– …Lei mi mette in difficoltà. Ora, forse, è meglio che io vada.