Paolo Cognetti è passato recentemente al successo internazionale dopo l’uscita del suo ultimo romanzo, Le Otto Montagne (Einaudi, 2016). Prima di leggerlo, tuttavia, ho preferito iniziare da qualcosa di meno recente di questo giovane autore italiano, scegliendo Sofia si veste sempre di nero, pubblicato da Minimum Fax nel 2012, selezionato per il Premio Strega 2013 e Libro del Mese per Fahrenheit Radio 3.

Questo libro potrebbe essere considerato il primo romanzo di Cognetti, anche se più volte è stato definito “un intreccio di racconti che formano un romanzo”. Spieghiamo meglio: il libro è diviso in capitoli, ognuno dei quali riporta un frammento della storia di Sofia Muratore, la protagonista dell’opera. In alcuni la ragazza è la protagonista, in altri dei personaggi a lei vicini aggiungono altri particolari che prima non erano stati descritti, mentre le loro vite proseguono. Come ebbe a dirlo lo stesso Cognetti:

Ho cominciato a scrivere di Sofia nel gennaio del 2008, immaginando una raccolta di racconti su una ragazza della mia età. Sarebbero andati su e giù per la sua vita dagli anni Settanta in poi. Volevo che fossero il più possibile diversi tra loro: molto lunghi e molto brevi; scritti in prima, seconda e terza persona; al passato, al presente e se possibile anche al futuro. In uno la storia sarebbe durata vent’anni, in un altro un giorno solo; non sempre Sofia avrebbe occupato il centro della scena, ma anche nascosta dietro le quinte sarebbe stata la causa o l’effetto delle azioni altrui; e nel percorrere la sua vita mi sarei fermato spesso per tornare indietro, ricominciando da un altro punto di vista.

– Dal blog di Paolo Cognetti

Sofia è una ragazza problematica, cresciuta in una famiglia della piccola borghesia lombarda. Una famiglia a larghi tratti “normale”, che però cela all’interno delle mura famigliari scomode verità. Sulla base di questo rapporto travagliato coi genitori (e di altri avvenimenti significativi) inizia il viaggio della vita di Sofia: in un capitolo la vediamo da bambina, mentre gioca ai pirati; in un altro invece eccola a Roma a condividere un appartamento con altre tre ragazze. In tutte queste scene persiste la visione di una ragazza dall’identità disturbata, ma che in qualche modo ha la capacità di influenzare le persone che la circondano. Il libro scorre molto velocemente, nonostante sia ricco di contenuti (ottima per esempio la caratterizzazione dei personaggi: niente è lasciato al caso o al banale); è una storia pregna di sentimenti, dove lo stile di Cognetti merita un plauso particolare; lo scrittore infatti riesce a narrare egregiamente il dolore, la disillusione, le paure, ma anche la bellezza dei propri personaggi.
Sofia si veste sempre di nero è quindi un’opera ben riuscita di uno scrittore che personalmente mi ha sorpreso: nonostante sia una storia fatta di fallimenti e continui mezzi addii, la prosa di Cognetti tiene incollati alle pagine, sperando sempre di scoprire qualcosa di più riguardo alla trama e al suo sviluppo.


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Informazioni relative al libro citato:
Paolo Cognetti, Sofia si veste sempre di nero; pagine 208; Edizioni minimum fax, Roma 2012.