“PORTANDO ALL’ESTINZIONE LE ALTRE SPECIE, IL GENERE UMANO STA RECIDENDO IL RAMO SU CUI ESSO STESSO SI POSA.”

– Capitolo 13, La Speranza è un essere piumato (Homo Sapiens)

Si è fatto un gran parlare, negli ultimi tempi, di cambiamento climatico e delle conseguenze che ciò potrebbe portare al genere umano, specialmente nei dibattiti politici. Le opinioni sono contrastanti: malgrado la sempre più palese evidenza rivelata e corredata da dati scientifici che il clima sta cambiando rapidamente, sussiste una grande percentuale di persone che non credono al cambiamento climatico globale o che comunque non pensano che questo fenomeno possa in qualche modo apportare cambiamenti al loro stile di vita. Secondo una ricerca della Yale University del 2014 relativa al solo territorio degli Stati Uniti, solamente il 63% crede che il cambiamento climatico globale stia accadendo.

Avendo a cuore il tema, ho cercato testi che potessero essere utili ad approfondire l’argomento. Verso la fine dell’estate dell’anno scorso ho trovato un saggio interessante, pubblicato negli States nel 2014 e vincitore del Premio Pulitzer per la Saggistica 2015. Il libro in questione è La Sesta Estinzione. Una Storia Innaturale (The Sixth Extinction: An Unnatural History), scritto dalla giornalista Elizabeth Kolbert (n. 1961). Nonostante si parli di estinzione e non di clima, in questo libro si potrà notare quanto questi due fenomeni, per certi versi, possano essere relativamente complementari.

Nonostante sia un saggio di ampio respiro scientifico, la mossa vincente di Elizabeth Kolbert è stata lo stile di scrittura: accessibile al lettore comune, quindi fruibile per una larga scala di potenziali lettori in tutto il mondo. Il libro evidenzia le Cinque Grandi Estinzioni di massa del passato, spiegandone le cause e le conseguenze (chi volesse approfondire, lo può fare a questo link). L’autrice illustra quindi una Sesta Estinzione, ancora in corso, la quale sta avendo un devastante impatto tanto sulla flora quanto sulla fauna del nostro pianeta. A differenza delle precedenti estinzioni, tuttavia, quest’ultima presenta una peculiare caratteristica: è causata dall’Uomo. Attraverso un lungo viaggio per la Terra, ricco di interviste con ricercatori ed esperienze fatte in prima persona, Elizabeth Kolbert documenta quello che sta irreparabilmente succedendo alle specie a rischio d’estinzione. Di seguito un breve esempio:

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Quella raffigurata qui sopra è un’immagine satellitare della Grande Barriera Corallina, la più grande barriera di coralli del mondo e l’unica forma di vita visibile anche dallo spazio. Si trova ad est delle coste del Queensland, Australia, estendosi per oltre 2300 chilometri. È riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’Unesco dal 1981; i coralli che la costituiscono sono fondamentali per la sopravvivenza di milioni di specie marittime, che si sono evolute in questa zona attraverso diverse ère geologiche. Tuttavia, i ricercatori ritengono che non sopravvivrà all’Antropocene (l’èra geologica delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche apportate dagli esseri umani).

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“È probabile che i reef siano il prima ecosistema nell’èra moderna a raggiungere l’estinzione ecologica. […] Alcuni danno alle barriere un arco di vita non superiore alla fine di questo secolo, per altri l’intervallo è ancora più limitato. […] Se la tendenza attuale dovesse confermarsi, entro il 2050 i visitatori della barriera corallina troveranno ‘banchi di detriti in rapida erosione‘. […] Uno studio recente condotto da un gruppo di ricercatori australiani ha rilevato che l’estensione dei coralli sulla Grande Barriera si è ridotta del 50 per cento negli ultimi trent’anni.”

– Capitolo 7, Calarsi un Acido (Acropora Millepora)

Quello che si può vedere nell’immagine soprastante è il fenomeno dello sbiancamento dei coralli, un fenomeno distruttivo che colpisce le barriere e i loro ecosistemi.

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Questo fenomeno accade a causa di vari fattori: eccessiva attività di pesca (favorisce lo sviluppo di alghe), deforestazione (porta all’insabbiamento e riduce la limpidezza delle acque), gli scarichi di rifiuti agricoli e la pesca con la dinamite (alta capacità distruttiva).  Ma soprattutto, ciò che più mette a rischio la salute dei coralli è l’aumento della temperatura delle acque oceaniche. Tutti questi fattori hanno però un minimo comune denominatore: sono tutti causati dall’attività dell’uomo. E purtroppo, il pericolo della Grande Barriera Corallina non è un caso isolato: all’interno de La Sesta Estinzione sono presenti molte altre casistiche che comprendono il rischio di estinzione per innumerevoli specie a causa delle azioni umane. Questa sconsidertatezza ingiustificabile per le nostre azioni e per le conseguenze disastrose che ne seguono potrebbe però, alla lunga (ma nemmeno troppo), essere controproducente, come anticipato nell’incipit di questo articolo.


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Informazioni relative al libro citato:

La Sesta Estinzione. Una storia innaturale; traduzione dall’Inglese di Cristiano Peddis; pagine 324; Prima Edizione Neri Pozza Editore, Vicenza 2014.