La lettura di questo articolo è consigliata insieme all’ascolto di questi componimenti: http://www.carlosruizzafon.com/descargas/musica.php?musica=sombra
Sono le canzoni composte dall’autore che riguardano i propri libri. Ci aiuteranno ad immergerci nel mondo creato da Zafón.

Premessa

Il primo articolo “indiretto” che ho scritto su questo libro è uscito a Febbraio di quest’anno, dove ipotizzavo una possibile uscita del quarto libro sulla saga del Cimitero dei Libri Dimenticati. Dopo l’annuncio ufficiale, arrivato ad Agosto, ho aspettato pazientemente insieme a tanti lettori sparsi per il mondo fino al 22 Novembre scorso, giorno dell’uscita italiana. Probabilmente questo era uno dei libri più attesi dell’anno: in Spagna, la tiratura iniziale è stata di 700’000 esemplari. Ma ora l’attesa è finita.
NOTA: Ho cercato di strutturare questa recensione in due parti: una per i lettori che non hanno mai letto nulla della saga di Carlos Ruiz Zafón, l’altra per coloro che invece hanno già portato a termine la lettura di almeno uno dei precedenti tre volumi. Darò una visione d’insieme generale nella prima, per poi approfondire alcuni aspetti (senza spoiler) nella seconda. Possiamo iniziare, spero che la recensione vi piaccia!

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Carlos Ruiz Zafón

Breve Biografia

Per chi non conoscesse l’autore, Carlos Ruiz Zafón è nato a Barcellona nel 1964. Dagli anni Novanta vive a Los Angeles e lavora come sceneggiatore. Esordisce nel mondo letterario scrivendo, durante quel decennio, quattro libri “giovanili” – i tre libri della cosiddetta Trilogia della Nebbia, Il Principe della Nebbia, Il Palazzo della Mezzanotte, Le Luci di Settembre e, nel 1999, Marina. Nel 2001 pubblica L’Ombra del Vento (La Sombra del Viento), opera uscita in sordina ma che, grazie al passaparola, lo porta al successo letterario internazionale (verrà pubblicato da Mondadori in Italia nel 2004 con la traduzione di Bruno Arpaia, che tradurrà tutte le sue opere). L’Ombra del Vento è il primo volume di una saga, cioè quella del Cimitero dei Libri Dimenticati (El Cementerio de los Libros Olvidados), luogo fantastico che sarà presente in ogni libro del ciclo. Nel 2008 esce il secondo volume: Il Gioco dell’Angelo (El Juego del ángel), seguito nel 2011 da Il Prigioniero del Cielo (El Prisionero del Cielo). Questo ciclo, che ha portato Z. alla fama mondiale, è stato completato da poco con l’uscita nel 2016, appunto, de Il Labirinto degli Spiriti (El Laberinto de los Espíritus). La peculiarità di questo ciclo di libri è la loro concezione: si tratta per l’appunto di quattro storie indipendenti tra loro (l’autore stesso le visualizza come un grande labirinto con quattro porte d’ingresso) che possiedono una trama lineare e, durante la lettura di uno di questi volumi, non è strettamente necessario conoscere la trama degli altri tre. Tuttavia, una volta letti tutti e quattro i libri si potrà finalmente vedere la soluzione a (quasi) tutti i misteri che infittiscono le singole trame.

Trama de “Il Labirinto degli Spiriti” come Volume Singolo

Il Cimitero dei Libri Dimenticati è un’immensa struttura labirintica e segreta nascosta nel cuore di Barcellona. Al suo interno sono conservati libri di tutti i tipi ed età che per ragioni sconosciute sono stati abbandonati e/o dimenticati. Sporadicamente, può capitare che qualche fortunato riesca ad entrare in questo luogo e diventare custode di un libro: i due soggetti saranno quindi uniti per sempre, e non è raro che il libro possa cambiare la vita del suo nuovo proprietario.
È il caso di Daniel Sempere, un giovane uomo che gestisce la libreria di famiglia Sempere e Figli insieme alla moglie Beatriz, al padre e all’inseparabile ed estroso amico Fermín. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, in pieno regime franchista. Da un po’ di tempo Daniel è tormentato da un sogno ricorrente: sogna sua madre, Isabella, morta nel 1939, che lo esorta a dire la verità. Questo sussurro della madre nel sogno è il triste riferimento a quello che Daniel ha scoperto di recente: sua madre, creduta per molti anni morta di malattia, è stata in realtà avvelenata da Mauricio Valls, ora ministro a Madrid, ma in passato direttore del carcere di Montjuic, nella città catalana. Daniel, da sempre un ragazzo gentile e buono, sta ora cominciando a maturare un sentimento atipico dentro di sé: vuole trovare Valls, e vendicarsi.

Nel frattempo, a Madrid, un’agente segreto di nome Alicia viene contattata da Leandro Montalvo, suo superiore. Il ministro Valls è scomparso, probabilmente rapito, e a lei viene affidato il compito di scoprire dove si trovi. Gli unici indizi disponibili sono i biglietti di minacce che il ministro ha ricevuto, dei fogli con alcune serie di numeri apparentemente indecifrabili e un libro preziosissimo trovato sulla scrivania del ministro. Il libro appartiene alla saga de Il labirinto degli spiriti, scritti dal misterioso personaggio di Víctor Mataix.
Al fianco di Alicia viene accostato Vargas, un altro agente segreto, e i due partono alla volta di Barcellona, l’ultimo posto dove Valls è stato visto. La città non è nuova ad Alicia, che viveva lì con i genitori prima che la guerra civile spagnola se li portasse via. La guerra ha lasciato segni indelebili anche sul suo corpo: una ferita alla gamba, per la precisione, che ancora le fa male e che Alicia deve tenere a bada a botte di farmaci.

La trama del libro si svolge, dunque, su più profili narrativi. Da una parte abbiamo la storia di Alicia, ritornata nella “città dei maledetti”, la quale si trova a dover affrontare i ricordi del passato mescolati agli immensi pericoli del presente, soprattutto quando la sua storia si intreccia al destino della famiglia Sempere – l’altro grande nucleo narrativo del romanzo – sulla quale gravano molti misteri che sono sul punto di essere svelati. Ma qualcosa (o meglio, qualcuno) trama nell’ombra per fare in modo che i protagonisti non si avvicinino alla verità…

“Per lo più, noi mortali non arriviamo a conoscere il nostro vero destino; semplicemente, ne veniamo investiti. Quando alziamo la testa e lo vediamo allontanarsi lungo la strada, è già tardi, e il resto del cammino dobbiamo percorrerlo sul ciglio di quella che i sognatori chiamano la maturità. La speranza è soltanto la fede che quel momento non sia ancora giunto, che riusciremo a vedere il nostro vero destino quando si avvicinerà e potremo saltarvi a bordo prima che l’opportunità di essere noi stessi svanisca per sempre e ci condanni a vivere di vuoto, rimpiangendo ciò che doveva essere e non è mai stato.”

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Trama de “Il Labirinto degli Spiriti” nel contesto del Cimitero dei Libri Dimenticati (Spoiler Free)

Non è un mistero, invece, il motivo per il quale moltissimi lettori aspettassero questo libro: Il Prigioniero del Cielo aveva lasciato apertissimo il campo ad un ignoto sviluppo della trama. Le attese sono state premiate: senza entrare nei dettagli, basta dire che, laddove ci fossero state le domande, in questo romanzo si trovano le risposte. Chi ha già letto i primi tre libri (ri)troverà ne Il labirinto degli Spiriti i personaggi che sono ormai diventati un’icona dell’immaginario di Zafón: Daniel Sempere, Fermín Romero de Torres, Bea, Isaac Monfort… perfino David Martín e Julián Carax, i due scrittori maledetti.
Nella struttura labirintica di questa saga, molte frasi ci aiutano a intravedere la via d’uscita: come lo ha definito lo stesso Zafón, questo ciclo è un puzzle che ha sparso i propri tasselli nei quattro libri. Una volta riuniti, si potrà avere uno sguardo d’insieme completo sulla Storia raccontata.
In sintesi, gli interrogativi che i lettori si erano posti troveranno una risposta, per farci raggiungere il finale sorprendente di una saga che da 15 anni appassiona ed emoziona lettori di tutto il mondo.

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Stile e Costruzione dell’Opera

“Una storia non ha principio né fine, soltanto porte d’ingresso. Una storia è un labirinto infinito di parole, immagini ed energie riunite per svelarci la verità invisibile su noi stessi. […] Questa è la regola d’oro che sostiene ogni artificio di carta e inchiostro, perché quando le luci si spengono, la musica tace e la platea si svuota, l’unica cosa che importa è l’illusione rimasta impressa nel teatro dell’immaginazione che ogni lettore alberga nella propria mente. […]  E detto questo con più solennità di quella che probabilmente l’occasione merita, meglio atterrare a livello di pagina e chiedere all’amico lettore di accompagnarci verso la chiusura di questa storia e di aiutarci a trovare la cosa più difficile per un povero narratore intrappolato nel proprio labirinto: la porta d’uscita.”

Molte volte, parlando della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, Carlos Ruiz Zafón ha definito la sua opera come una specie di monumento alla Letteratura. La missione dello scrittore è, essenzialmente, “scrivere libri per la gente che ama leggere”. Lo stile di Zafón è quindi difficile da “etichettare”, poiché nelle sue opere troviamo molti generi letterari incastonati tra di loro (romanzo storico, giallo, thriller, noir, romanzo d’amore, di avventura, commedia, romanzo di rilevanza sociale, romanzo gotico, per citarne alcuni) corredati da elementi metanarrativi (ad esempio i frammenti di diario, presenti ne L’Ombra del Vento e Il Labirinto degli Spiriti). La narrazione rimane comunque di qualità, si passa con maestria da scene comiche ad atmosfere neo-gotiche ed inquietanti, dalle scene dolci e romantiche ad omicidi efferati; il tutto gestito con un’abilità e una padronanza del linguaggio formidabili. Le quattro storie ripercorrono delle narrazioni di una Barcellona che è esistita e che ai giorni nostri, ormai, si è persa nella nebbia. La città catalana ha sicuramente un rilievo principale nelle storie di Zafón: è lei la culla delle emozioni dei personaggi, il posto dove tutto accade. Dove si trova un luogo fantastico che molti di noi vorrebbero visitare almeno una volta nella vita: è il Cimitero dei Libri Dimenticati, che attorno ai propri labirinti di libri e di memorie accoglie le vite dei protagonisti di questi libri. Un Lettore nel primo, uno Scrittore nel secondo, un personaggio che reincarna la Voce della Coscienza ufficiale della Storia nel terzo e un Angelo delle Tenebre che svela tutti gli enigmi nel quarto – ed ultimo – episodio.

Opere Citate (Ordine Cronologico di Pubblicazione):

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Libri “giovanili”:
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RIEPILOGO:

TITOLO: Il Labirinto degli Spiriti
AUTORE: Carlos Ruiz Zafón
EDITORE: Mondadori, Milano
ANNO: 2016
PAGINE: 832 pagine
LINGUA ORIGINALE: Spagnolo (trad. it. di Bruno Arpaia)